giovedì, 12 novembre 2009 ¦ Permalink
categoria : luzbekistan
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Passeggiamo per il parco di piazza indipendenza, a Tashkent, dove degli omini  riversano sulle aiuole decalitri e decalitri di acqua usando un camion dei pompieri. Gli costera' un monte mantenere questa zona verde, un milanese ci avrebbe fatto un bel parcheggio a pagamento e avrebbe risolto il problema, oltre che a tirare su dei dindi.
Mahmud ci spiega del perche' e del percome del monumento ai caduti "di tutte le guerre", ma io voglio sapere altro. Voglio scalfire quella corazza che si porta addosso da quando ci ha presi a balia. Forse e' solo timido forse no.
Passiamo davanti al monumento ad un famoso scrittore russo, trisnonno della tizia che ci ha portati in giro al mattino, la figlia del professorone. Faccio qualche domanda sullo scrittore e finalmente trovo una crepa nel muro di Mahmud. Sono domande innocentissime su scrittori uzbeki e finalmente il nostro anfitrione sbotta: "Io sono di cultura sovietica diamine! Questa non e' piu' casa mia!"
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lunedì, 09 novembre 2009 ¦ Permalink
categoria : rigurgiti, opinionismo, vita in germania
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Entro in casa che e' tardi, sono stanco. C'e' silenzio, sono gia' tutti a letto.
Solo la TV in cucina e' ancora sveglia e si rivolge a nessuno, come dovrebbe fare sempre.
C'e' una specie di documentario sulle demolizioni oppure sulle manifestazioni. Si vede un sacco di gente. Boh.
Ho altri pensieri. Ho passato tutto il giorno a strisciare dentro il cunicolo di Santa Caterina, che detta cosi' sembra una cosa bella e trasgressiva e invece e' solo trasgressiva.
Mi apro una birra, la lascio scivolare per l'esofago sperando che lavi via il ricordo che sono claustrofobico e ho paura dei ragni e che ho passato tutto il giorno in un cunicolo stretto, buio e ragnoso per installare un sismografo.
Questo periodo di transizione che mi ha portato di nuovo a casa dei miei mi distrugge, ma devo resistere ancora pochi mesi, guadagnare il piu' possibile che poi si parte a servire la patria e a naja, con 120.000 lire mensili, e con l'orgoglio che mi impedisce di chiedere la paghetta ai miei, non e' che avro' vita facile...chissa' poi dove mi spediranno.
Penso a tutte ste cose mentre la tv parla e parla e parla...blablabla...blablaaaa....momento storico....blabla...il muro non c'e' piu'....blablabla...migliaia di persone... blablabla... DDR.... blablabla.
Ma che succede? Mi apro un'altra birra e mentre la ingurgito quasi mi strozzo. Cazzo, il Muro! Hanno aperto le porte! I Vopos non stanno sparando!
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venerdì, 06 novembre 2009 ¦ Permalink
categoria : luzbekistan
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Fare un post su "la gnocca uzbeka" mi sembrava troppo limitante e poi, ora che e' morto Levi-Strauss, bisogna un po' dividersi il lavoro. Quindi oggi parlo del popolo uzbeko in genere.
Prima di partire non riuscivo a farmi un'immagine mentale di come fosse fatto un uzbeko e anche chiedendo a quelli che erano gia' stati nel paese asiatico la situazione non migliorava. Chi mi diceva sicuro "sono russi", chi con altrettanto sicurezza mi rispondeva "sono arabi" altri invece li definivano "turchi" o al limite "di origine mongola".
Ora posso dire che avevano tutti ragione.
La mia indagine antropologica e' cominciata sull'aereo e li' ho capito che anche sul versante etnico non sarebbe stata una cosa facile, perche' nemmeno gli uzbeki sanno bene chi sono.
Per riassumere posso dire che il popolo uzbeko e' parecchio confuso.
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giovedì, 05 novembre 2009 ¦ Permalink
categoria : vita in germania
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Sul metro' stamattina ho dato un'occhiata al mio vicino di destra che leggeva la Bild, il giornalaccio piu' diffuso in Germania.
La Bild e' praticamente la colonnina di destra di Repubblica espansa a giornale, dove a sua volta nella colonnina di destra si trovano le notizie.
La prima pagina di questo fogliaccio titolava:

"Opel, die größe Verarsche" (Opel, la grande presa per il culo).

Mi sono sentito bene, ma poco pero', i prussiani della opel, su a nord, sono ancora nella merda.
La Merkel ha gia' chiesto indietro i soldi che il governo tedesco ha investito (l'aveva gia' fatto con la nokia quando questa ha spostato la produzione all'est).
Pero' mi sono sentito bene, una volta tanto sono i tedeschi a essere presi per il culo.
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domenica, 01 novembre 2009 ¦ Permalink
categoria : vita in germania
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Non e' dura per niente, la mai zucca, anzi direi che e' proprio tenera e il seghettino apposito affonda senza sforzo.
Mi sono dato un obiettivo ambizioso e invece di intagliare la solita faccia sdentata ci incido un gatto. Con l'opportuno schemino sia chiaro.
Io sono pessimo a livello manuale, ma ci ho provato lo stesso, del resto e' la prima volta che faccio qualcosa per Halloween.
Si' mi sono arreso.
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venerdì, 30 ottobre 2009 ¦ Permalink
categoria : vita a monaco
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Questo e' il paese dei ciula, per questo ci sto tanto bene.
Arrivato qui con tutti i miei pregiudizi del tipo: rispettano le regole, non ti fottono, stanno tutti in fila, me la sono presa nel secchio parecchie volte, quando mi fottevano sistematicamente sul resto, quando mi passavano avanti in fila, quando se ne catafottevano delle regole.
Cattivi, birichini, anzi ciula. Si' perche' anche questi qui che fanno tutte ste cose all'italiana le fanno da ciula, magari balbettando e arrossendo quando gli fai notare che per la terza volta ti danno il resto sbagliato o quando calano il capo se gli dai un trussone perche' la fanno spudorata mentre sei in fila dal salumiere.
Poi ci sono quelli ciula dentro, gli intimamente ciula. Come il sottoscritto o come l'autore del cartello in foto.
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domenica, 25 ottobre 2009 ¦ Permalink
categoria : opinionismo, vita in germania
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Per qualche settimana colleghi e amici, soprattutto italici, mi hanno chiesto per chi avrei votato alle primare del PD. Incredibile.
Dopo aver detto peste e corna di quel partito attaccaticcio, maldestro e a tratti truffaldino, nonostante questo si partiva dal presupposto che io comunque avrei partecipato a questa catarsi per generare un nuovo segretario, un novello Mose' che avrebbe portato il popolo del CENTRO-sinistra fuori dalla schiavitu' egizio-berluschina e verso la terra promessa.
Non sono mai stato elettore del PD e, a meno che non cambino cose fondamentali, non lo saro' in futuro. Cambiare il segretario non mi sembra un cambiamento sufficiente per dare una svolta, soprattutto visti i nomi in gioco.
Capisco la perplessita' dei miei interlocutori, ma evidentemente sfugge il fatto che io vivo in Baviera da parecchi anni, che e' vero che cio' che succede in italia mi influenza, ma e' anche vero che da qui, il PD e' semplicemente inguardabile e che dopo 15 anni di belle parole e pessimi fatti mi posso permettere di non credere che "questa sia la volta buona" e di lasciare che gli italiani se la vedano fra loro.
Comprendo pero' chi non ha alle spalle un decennio e mezzo di disillusioni o di vere e proprie prese per il culo e si e' sbattuto per questo evento che viene considerato democratico, del resto sulla fede non si discute.
Quindi ho fatto un salto al banchetto delle primarie vicino a Marienplatz, per vedere come andava.
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venerdì, 23 ottobre 2009 ¦ Permalink
categoria : vita a monaco
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Io e la personcina ammodo siamo incastonati sui sedili del tram 27, diretti verso una pizzeria italica.
Dopo due fermate sale una coppia sulla sessantina e si incastona a sua volta di fronte a noi.
Io e la personcina parliamo fitto in italiano, usando un volume civile.
I due tizi di fronte a noi ci riconoscono come originari del Bel Paese e dopo un po' l'uomo esordisce in italiano: "ah i poveri italiani!"  e siccome non ci risultano altri italiani sul mezzo, come volpi capiamo che si sta rivolgendo a noi.
La personcina, piccata, ribatte: "Noi non siamo poveri". Io rido.
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giovedì, 22 ottobre 2009 ¦ Permalink
categoria : luzbekistan
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Vengo incontro all'ondata di richieste (due e-mail) e anticipo il post sul cibo uzbeko, facendolo precedere a quello sulla polizia uzbeka e sulle donne uzbeke, segno che agli italiani della sicurezza e della topa non gliene frega nulla, preferiscono la crapula.
Tutte le guide ti dicono che se vuoi viaggiare per l'asia centrale ti devi adattare alla monotonia del cibo e anche alla scarsa qualita'.
Io mi sento vaccinato e dopo piu' un decennio di pranzi alla mensa del max planck penso che potrei mangiare dello yak putrefatto aggiungendo solo un po' di tabasco.
Gia' sull'aereo delle linee uzbeke ti viene fatto capire cosa ti aspetta. La opzioni sono le solite: pollo o pesce? Siccome la zona costiera uzbeka e' molto limitata si opta sul pollo e si scopre che pure quella scelta non e' felice: il pollo non c'e' e al suo posto ci sono dei cubetti biancastri che sembrano tofu, ma che in effetti qualche mese prima avrebbero potuto far parte del corpo di qualche volatile.
Si comincia bene.
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lunedì, 19 ottobre 2009 ¦ Permalink
categoria : luzbekistan
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Mahmud ci accompagna alla biglietteria, dobbiamo comprare i biglietti del treno.
Come al solito gli diciamo che non e' il caso che si disturbi, che possiamo fare da soli e come al solito Mahmud ridacchia e in uzbeko o in russo pensa "see...da soli, poveri pirla".
Entriamo nella biglietteria, un cubo bluastro lucidissimo dove all'ingresso ci sono gli immancabili gendarmi che immancabilmente ci ignorano. C'e' un unico sportello aperto e facciamo una microcoda, davanti a noi c'e' una tizia accompagnata da una tizia piu' giovane molto bionda e molto gnocca che quando sente parlare italiano stira l'orecchio tentando di percepire parole chiave come "totocutugno" o "pizzamandolino". Le si da' soddisfazione solo nominando "Roma".
Dopo un tempo interminabile e' il nostro turno e Mahmud ci informa che la bigliettara, come previsto, non parla una parola che non sia uzbeko-russo, che accetta solo contanti e che vuole vedere i nostri passaporti rigorosamente con la registrazione dell'albergo.
Scatta la potenza linguistica perche' la registrazione non l'abbiamo e il nostro Virgilio uzbeko le spiega il perche' non l'abbiamo e che sganci lo stesso i biglietti senza rompere. Funziona.
Con i biglietti in mano, Mahmud si toglie un peso che si vede che aveva fin dall'inizio della coda, ci dice:
"Sono molto preoccupato per voi"
"In che senso scusa?!" chiedo perplesso.
"Sono preoccupato per la vostra salute?"
"P...prego?!"
"Tashkent e' una cosa, ma fuori tashkent...le condizioni igieniche...insomma...dovete stare attenti...e poi non parlate la lingua..."
"Dai, no problems"
"No, no, problems, problems, anche il fatto che non volete che domani vi accompagni in stazione...insomma non e' saggio"
"Mahmud, e' saggissimo invece. Domani si parte alle 7.00 e tu ti devi alzare all'alba solo per farci da balia. Veramente, ce la caveremo"
Scuote la testa il nostro vate e mormora qualcosa che sembra una citazione dal "sottomarino rosa", tipo "non ce la faranno mai".
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