Era uno straniero, veniva dall'Africa e oggi se n'e' andato.
Si era integrato bene anche se non parlava una parola di tedesco, non lo ha mai imparato. Pero' riusciva a comunicare, con i bambini soprattutto, che lo amavano e volevano sempre stare con lui.
Si e' fatto subito strada nel cuore dei monachesi con le sue facce buffe e con i gesti che faceva con le dita lunghe e callose. I monachesi lo hanno ribattezzato con un nomignolo bavarese: "Franzl" (Franceschiello).
Aveva una famiglia Franzl e un lavoro, ma non si e' mai capito se gli piacesse o meno, ma sta di fatto che volente o nolente (anzi piu' nolente che volente) ogni giorno tirava la carretta, anche i festivi. Anzi soprattutto i festivi.