Da piccoletto, sui 4-5 anni avevo paura di morire in guerra.
I miei non si capacitavano di questa mia paura e mi dicevano che si' la guerra e' brutta, ma e' finita, non

c'era piu' la guerra.
Pero' io la vedevo tutte le sere e che cacchio ne sapevo io che la cambogia era al di la' del mondo?! Io edevo bambini come me bruciati, sparati, bombardati... Per me quello che usciva dalla scatola magica era tutto vero e tutto qua.
Poi sono cresciutello, ho smesso di aver paura della guerra e ho cominciato ad aver paura delle Brigate Rosse. Avevo paura che mi ammazzassero il babbo o che, per qualche motivo, mi rapissero. Il babbo non era certo un capitalista, io non ero certo un ostaggio importante, ma la scatola magica mi diceva che non c'era da star tranquilli e io obbedivo, non stavo tranquillo.
Gli anni di piombo sono finiti, le BR non hanno fatto piu' paura a nessuno, ma la paura non e' mica scomparsa, no. Io, come quasi tutti quelli della mia eta', ero convinto che sarei morto sotto un fungo atomico. Non si trattava di "se", ma di "quando". A noi fanciulli il film "The Day After" ci aveva galvanizzati: finalmente si capiva bene come sarebbe andata a finire, si dava un'immagine e un colore alla paura. Non si aveva meno paura anzi, ma ora si sapeva esattamente di cosa. Finalmente!