martedì, 28 aprile 2009 ¦ Permalink
categoria : opinionismo, vitavaria
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Da piccoletto, sui 4-5 anni avevo paura di morire in guerra.
I miei non si capacitavano di questa mia paura e mi dicevano che si' la guerra e' brutta, ma e' finita, non c'era piu' la guerra.
Pero' io la vedevo tutte le sere e che cacchio ne sapevo io che la cambogia era al di la' del mondo?! Io edevo bambini come me bruciati, sparati, bombardati... Per me quello che usciva dalla scatola magica era tutto  vero e tutto qua.
Poi sono cresciutello, ho smesso di aver paura della guerra e ho cominciato ad  aver paura delle Brigate Rosse. Avevo paura che mi ammazzassero il babbo o che,  per qualche motivo, mi rapissero. Il babbo non era certo un capitalista, io non  ero certo un ostaggio importante, ma la scatola magica mi diceva che non c'era  da star tranquilli e io obbedivo, non stavo tranquillo.
Gli anni di piombo sono finiti, le BR non hanno fatto piu' paura a nessuno, ma  la paura non e' mica scomparsa, no. Io, come quasi tutti quelli della mia eta',  ero convinto che sarei morto sotto un fungo atomico. Non si trattava di "se", ma  di "quando".  A noi fanciulli il film "The Day After" ci aveva galvanizzati:  finalmente si capiva bene come sarebbe andata a finire, si dava un'immagine e un  colore alla paura. Non si aveva meno paura anzi, ma ora si sapeva esattamente di  cosa. Finalmente!
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sabato, 25 aprile 2009 ¦ Permalink
categoria : monaco, vitavaria
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Qualche anno fa sono stato ad una mostra fotografica alla Seidvilla qui a Monaco, una mostra sulla resistenza e gia' questo mi e' suonato strano, qui di certe cose non si parla volentieri.
Un po' meno strano mi e' suonato che fosse organizzata da un circolo culturale italiano in occasione del 25 aprile.
Una volta li' mi sono accorto che la mostra era effettivamente, veramente strana.
Gli storici tedeschi stanno sfornando delle novita' in questi ultimi  anni e io mi sono trovato di fronte ad una di queste: fotografie inedite sulla resistenza in Italia, sulla resistenza TEDESCA in Italia.
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martedì, 21 aprile 2009 ¦ Permalink
categoria : monaco, vitavaria
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Dopo gli "alcolisti anonimi" abbiamo da poco anche gli "insolventi anonimi", un gruppo di autosupporto sia materiale che psicologico che si ritrova ogni quarto martedi' del mese. E' la crisi baby.
Ma c'e' altro.
Mentre banchieri e bancari londinesi si prendono le uova marce in faccia, in baviera c'e' una banca che fa leva sui sentimenti (qualcuno direbbe fede) per tenersi o attirarsi clienti.
Avevo sentito della cosa da una radio prussiana, che la citava come l'ennesima bizzarria bavarese, ma il BeffaTotale, mentre faceva sparire in mensa il suo metro quadrato di Wienerschintzel, me l'ha confermato: "certo che e' vero, ho anch'io quel conto li', ho il conto F.C. Bayern"
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sabato, 18 aprile 2009 ¦ Permalink
categoria : opinionismo
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Quando lavoravo per un centro che collaborava con la Protezione Civile mi capitava di sbirciare nelle sale dei bottoni.
In una di queste sale ho trovato un elenco di catastrofi che avrebbero potuto mettere in ginocchio il paese. La prima della lista era "l'esplosione del Vesuvio" (non eruzione, proprio esplosione).
Quando ho chiesto quali potessero essere le misure di prevenzione il responsabile della sala dei bottoni mi disse: "non ci occupiamo di prevenzione, noi ci occupiamo di predisporre i piani di evacuazione e di gestire l'emergenza". Gli chiesi allora quali fossero i piani di evacuazione. Il tizio fece un sospiro per rilasciare la frustrazione e disse "stiamo parlando di una delle piu' densamente popolate d'italia, se non di Europa...evacuare e' una impresa titanica, fare esercitazioni e' impossibile inoltre..."
"Si'?"
"...capira' anche lei che non e' possibile chiedere adesso alla gente di abbandonare le case alle pendici del vesuvio, non e' possibile parlare di una catastrofe imprevedibile ma probabile..."

Bisogna tener pronta l'indignazione e la lacrimuccia posticcia per qualsiasi evenienza, inoltre bisogna applicare la prevenzione all'italiana: corna per le signore e sgrattata di gioielli per i signori.
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venerdì, 10 aprile 2009 ¦ Permalink
categoria : monaco, vitavaria
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giovedì, 09 aprile 2009 ¦ Permalink
categoria : monaco, vitavaria
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Bizzarri personaggi radiofonici mi hanno chiesto tempo fa quali siano i segnali della crisi in Germania. Non saprei proprio dire.
Forse ci si aspettano baracchini agli angoli delle strade dove si vendono organi, oppure che nei supermercati si vendano salsicce al sego e mattoni tritati o magari che su e-bay i tedeschi vendano la moglie...boh magari questa succede anche, ma non credo che sia per la crisi.
Voci dicono che in prussia ai semafori siano apparsi degli operai della Volkswagen in cassa integrazione che invece di lavarti il vetro te lo cambiano in blocco per 5 Euro, ma sono solo voci.
No, qui i segnali della crisi sono altri: la Siemens licenzia, la BWM licenziera', la Opel vorrebbe licenziare.
La Merkel ci fa sapere che il numero dei richiedenti il sussidio di disoccupazione (qui esiste) sta aumentando. Inoltre all'Ora Italiana la direttrice della Caritas di Monaco ci ha fatto sapere che anche i richiedenti assistenza, quelli veramente alla frutta, stanno aumentando.
C'e' un solo segnale quotidiano che indica che c'e' crisi: il maschio tedesco tromba di meno.
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sabato, 04 aprile 2009 ¦ Permalink
categoria : opinionismo
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Perche', perche', perche' sempre con la Germania?!
Perche' deve rovinare la mia dorata emigrazione?
Perche' mi costringe a disertare la caffetteria all'indomani dell'ennesima figura di merda?
Perche' ormai la domanda di colleghi e amici tedeschi e' sempre la stessa e la risposta anche: "e' solo un buffone" ?
Perche' anche la risposta alla domanda "ma allora perche' la maggioranza degli italiani ha votato un buffone?" e' sempre la stessa e comporta colorite interiezioni?
Perche' la mia insofferenza verso gli italiani d'Italia aumenta?
Perche' diventa sempre piu' difficile essere italiani all'estero?!

La risposta a tutti questi perche' e' chiara.
Ma non a me.
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giovedì, 02 aprile 2009 ¦ Permalink
categoria : rigurgiti, vitavaria
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E' durato 16 anni il mistero, ma alla fine il fantasma e' stato preso. No, non e' vero, i fantasmi non si prendono, il fantasma si e' dissolto, esattamente come dovrebbero fare tutti i bravi fantasmi.
Per 16 uno spettro si e' aggirato per l'Europa, ma uno spettro privo di ideali, privo di sogni, privo di umanita'. Questo spettro uccideva.
La sua identita' e' rimasta un enigma per un decennio e mezzo. Di questo ectoplasma si sapeva solo che era una donna e che era un'assassina.
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