"La vita è un tunnel buio dal quale è molto molto difficile uscire. Se sei fortunato vedi la luce alla sua fine, se non lo sei vedi solo le sue pareti incrostate di sputi e di bestemmie.
Comunque non serve camminare verso quella luce: sempre dentro al tunnel rimani".
Il vecchio mi disse quelle parole con un sorriso dolce, per contrastarne l'amarezza del significato.
Pensai al miele di corbezzolo, dolcissimo e amarissimo.
Eppure un modo per uscire ci sarebbe, per far finire questa vita insulsa, ma bisognerebbe smettere di essere dei dilettanti, bisognerebbe agire con accortezza, unendo tecnica e fantasia.
La prima volta che ci provai divenni lo zimbello della famiglia.
Ero giovane, ma gia' sapevo che Marilyn Monroe era uscita dal tunnel (o era stata fatta uscire) con dei barbiturici, io pero' di barbiturici non ne avevo e in farmacia mai me li avrebbero dati, senza ricetta poi.
In fondo a che servono i barbiturici? Per dormire, no?
Mi feci 18 camomille e finii al pronto soccorso.
Il medico di guardia mi diede due schiaffi, ma non per farmi rinvenire, visto che ero già rinvenuto da un'ora e mezza. Me li diede per farmi una ramanzina e per ricordarmi che a bere troppo ci si possono lasciare le penne, che troppa acqua diluisce gli elettroliti, si va in coma e si muore.
Quindi ci ero andato vicino.